lunedì 6 giugno 2011

Prestiti e finanziamenti affrontarli informati

L’offerta che riguarda prestiti e finanziamenti è in continuo aumento specialmente in periodi come questi in cui il paese non è nel suo momento economico migliore.
Proprio a causa della situazione non proprio favorevole si tende a richiedere un maggior numero di prestiti per cercare di affrontare diverse tipologie di spese ed insieme alle richieste aumenta dunque l’offerta di banche e istituti di credito che tentano di offrire soluzioni sempre nuove che siano adatte a tutti e convenienti.
Tuttavia come facciamo a scegliere cosa fa per noi? Sappiamo a quale prestito possiamo accedere con la nostra situazione lavorativa? E qual è la differenza tra le varie tipologie di prestito?
Queste sono solo alcune delle domande da porsi prima di richiedere un finanziamento ma in realtà i quesiti sono molto più numerosi e tendono a confonderci sempre di più e mettendoci in una condizione in cui proprio non sappiamo come muoverci e da dove iniziare.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che ci dobbiamo soffermare, in quanto per iniziare possiamo chiedere alla nostra banca o ad un altro istituto di credito ma anche qui nasce un nuovo quesito, quale?
Prima di perderci totalmente è dunque bene iniziare a raccogliere informazioni ed a conoscere le nozioni base di ciò che stiamo andando a richiedere.
Un modo molto semplice per fare ciò e reperire informazioni tramite internet grazie al quale possiamo prendere come punto di riferimento dei portali di settore dedicati proprio a fornire le informazioni necessarie e le novità utili a scegliere un prestito.
Uno di questi siti è prestitotto.it, che già com’è facilmente intuibile dal nome è dedicato a tutto ciò che riguarda i prestiti in particolare ed al settore finanziario in generale.
Oltre a fornire delle vere e proprie guide o se vogliamo un “glossario” sulle principali voci che riguardano il settore finanziario, prestitotto è una sorta di magazine dove reperire le novità di settore, apprendere le nozioni base, e venire a conoscenza delle varie tipologie di prestito disponibili, oltre che delle nuove offerte che banche ed istituti di credito propongono.
In questo modo non solo riusciremo a capire quale tipo di prestito può fare al caso nostro ma anche a chi è meglio rivolgersi per trovare la soluzione più adatta alle nostre esigenze. 

lunedì 30 maggio 2011

I prestiti per stranieri

Il volume di cittadini extracomunitari in Italia è in continuo aumento, e anche loro come il resto della popolazione italiana avranno necessità prima o poi di richiedere qualche prestiti, che sia un prestito personale o un mutuo per l’acquisto di un immobile.
In base a ciò, sia banche che istituti di credito hanno concesso che anch’essi possano richiedere varie forme di finanziamento, studiando offerte adeguate che implicano ovviamente una documentazione più accurata e specifica diversamente da quella che viene richiesta ad un normale cittadino italiano.
Un cittadino straniero richiedere una qualsiasi forma di finanziamento, oltre a mostrare la normale documentazione quale reddito e anagrafica, è obbligato a esibire il permesso di soggiorno per dimostrare che risiede legalmente in Italia.
Ma a parte questo tipo di documenti, i requisiti per ottenere prestiti di diversificano da banca a banca e da istituto a istituto, precisamente in alcuni casi può essere richiesta un’età non inferiore ai 25 anni, oppure la residenza in Italia di almeno 3-4 anni, e ancora uno o più garanti che fanno parte del nucleo familiare.
Certamente la questione è semplificata nel caso della cessione del quinto e della delega di pagamento considerando che la garanzie previste sono più “sicure” se si verificasse un allontanamento dal territorio italiano.
Ad ogni modo è opportuno tenere in considerazione che malgrado oggi i finanziamenti per i cittadini extracomunitari siano una realtà, non sono per niente facili da avere in particolare a seguito della crisi che ha spinto alla chiusura di molteplici diverse Banche.

Gli Incredibili Segreti che la tua banca non ti svelerà MAI

Giacomo Saver è conosciuto in rete come il 'bancario pentito'. Dopo una lunga esperienza ed una promettente carriera all'interno della banca ha scelto di raccontare tutta la verità sui modi subdoli con i quali gli istituti di credito spillano i soldi ai clienti che affidano ad essi i propri risparmi.
Lo sapevi che:

  • i dipendenti di banca e i promotori finanziari sono dei venditori più che non dei consulenti?
  • la banca cerca di convincerti a sottoscrivere polizze vita e obbligazioni strutturate che rendono solo a lei?
  • è possibile investire da soli senza correre rischi senza bisogno di comprare i prodotti o servizi che la tua banca ti offre?
  • i tuoi fondi comuni assorbono i tuoi soldi mano a mano che passa il tempo?
  • i fondi pensione sono delle fregature?
Questo è solo un 'assaggio' di quello che potrai scoprire sul sito di Giacomo.
Visitalo all'indirizzo www.bancariopentito.com

Il prestito per la terza età

Anche se oggi è possibile chiedere molteplici prestiti, per chi ha superato i 65 anni di età non è facile ottenerne l’accesso sia che abbiano necessità di liquidità che per investirli in nuovi progetti.
Ecco che allora per fa fronte all’esigenza di credito della terza età è stata creata da un po’ di tempo un’altra forma di finanziamento detto prestito vitalizio.
Il prestito vitalizio è stato fatto proprio per le persone che hanno superato i 65 anni di età e che hanno come proprietà un immobile che in questo caso diventa una vera e propria garanzia.
Prendendo in considerazione che l’immobile è un bene che continua ad acquistare valore con il passare del tempo si è ben pensato di collegarlo a questo tipo di prestito il quale “converte in denaro” parte del valore della casa, tenendo salda la sicurezza della sua proprietà e senza prevedere il  pagamento delle rate mensili di rimborso per tutta la vita.
Sembra un sogno certo, ma quest’ultima opzione è fino a quando non si verifica il decesso della persona che ha fatto richiesta del finanziamento, da quel momento gli eredi avranno 10 mesi di tempo per restituire il capitale più gli interessi ed a tale proposito possono vendere la casa, in caso contrario chiedere un nuovo mutuo ipotecario.
Nel caso non ci fossero eredi, la società finanziaria avrà mandato di vendita della casa che si potrà effettuare solo dopo 12 mesi dalla scadenza del finanziamento.
La somma massima che si può richiedere è di 350.000€ può variare secondo il valore dell’immobile.

Ecco le tipologie di finanziamento per i pensionati Inps

Il settore dei prestiti è in perenne evoluzione e questo specialmente per conformarsi ai bisogni dei clienti e alle nuove caratteristiche del mercato. Oggigiorno esistono una vasta gamma di prestiti, corrispondenti ai bisogni dei richiedenti e questo allo scopo di offrire dei servizi quanto più mirati ed adeguati possibili.
Tra le varie tipologie di richiedenti ci sono anche i pensionati Inps, i quali hanno la possibilità di richiedere un prestito nel caso in cui si abbia bisogno di liquidità. Per quanto concerne i prestiti personali, ogni pensionato Inps può disporre di un finanziamento da banche o finanziarie a condizione però che il rimborso completo del finanziamento avvenga entro il compimento del 75esimo anno di età da parte del richiedente. E chi ha già superato i 75 anni?
Per questa peculiare tipologia di clienti sussiste un’altra possibilità, rappresentata da una particolare operazione di cessione del quinto della pensione, grazie alla quale è possibile ottenere il finanziamento, suddividendo inoltre il prestito sino a 10 anni e concedendo al cliente la possibilità di restituire il finanziamento sino al compimento di 85 anni. Con la cessione del quinto della pensione è possibile beneficiare di un consistente finanziamento, senza che il pensionato debba fornire altri tipi di garanzia, senza contare che la cessione del quinto per i pensionati Inps viene disposta a condizione piuttosto vantaggiose e questo grazie alla stipula di convenzioni tra l’Inps e molte finanziarie che operano sul territorio e online.

Prestito cambializzato: scopriamo di cosa si tratta

Tra i vari tipi di prestiti oggi discutiamo di prestito cambializzato, ovvero gamma di finanziamento pensata per chi ha avuto ostacoli di natura finanziaria e non riesce dunque ad accedere addiverso tipo di prestito. Il prestito cambializzato si caratterizza rispetto a quello personale in quanto non si serve di controlli in Banche Dati e quindi riesce a favorire anche le esigenze di coloro che hanno fondato un impresa o hanno un contratto a termine oppure risultano come cattivi pagatori. Ma quali sono le caratteristiche di questo prestito?In sintesi è possibile usufruire di un finanziamento e poi restituirlo tramite cambiali, dando al cliente la possibilità di definire presso quale banca appoggiare il pagamento delle cambiali. Al pagamento mensile delle cambiali queste vengono ricambiate sotto forma di ricevuta, mentreper quel che riguarda costi e spese ci si attiene a quelli di un normale prestito personale. Tra le altre peculiarità di questo tipo di prestito va ricordata la maggior elasticità per quanto riguarda la riduzione dell’importo delle rate, mentre le garanzie si differenziano a seconda delle caratteristiche del richiedente. In conclusione da ricordare che il prestito cambializzato viene erogato tramite assegno o bonifico bancario e può consistere in un prestito dai 1500 ai 50mila euro, mentre possono richiederlo solo soggetti la cui età è compresa tra i 18 e i 70 anni.

Cos’è Irpef e come si calcola

L’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche o IRPEF è ritenuta tra le più significative entrate del nostro Stato. Stiamo parlando di un  imposta personale e progressiva stimata su scaglioni fiscali di reddito ad aliquota crescente. Si tratta inoltre di un’entrata pubblica ordinaria che si rinnova ogni anno, quindi di un tributo che al suo interno racchiude tasse, contributi ed imposte, ribadendo che le imposte sono contributi versati allo Stato o all’Ente locale per finanziare la spesa pubblica. L’addizionale Irpef è invece un’imposta che il Governo ha emanato con un’aliquota ordinaria, sebbene in seguito alcune Regioni l’abbiano riformata al rialzo, mentre altre l’hanno differenziata tenendo conto del reddito. Anche l’Irpef si calcola sul reddito totale dal quale bisogna però dedurre gli oneri deducibili e in seguito applicare le aliquote irpef ognuna applicata agli scaglioni fiscali di riferimento. In tal modo si ottiene l’imposta lorda dalla quale vanno dedotte le detrazioni per i carichi familiari, le detrazioni per lavoro e gli oneri detraibili in modo da ottenere l’imposta netta da corrispondere.